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A settembre 2018 l'ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.728 miliardi di euro, è superiore, di circa 4,6 miliardi, all'ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.724 miliardi di euro.  Dai dati al 30 settembre 2018, emerge che i prestiti a famiglie e imprese sono in crescita

su base annua di +2,1%, proseguendo la positiva dinamica complessiva del totale dei prestiti in essere (il tasso di variazione annuo risulta positivo da oltre 2 anni). Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a famiglie e imprese (calcolati includendo i prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).

Sulla base degli ultimi dati relativi ad agosto 2018, si conferma la crescita del mercato dei mutui. L’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie registra una variazione positiva di +2,2% su base annua.

TASSI DI INTERESSE SUI PRESTITI. A settembre 2018, i tassi di interesse applicati ai prestiti alla clientela si collocano sui minimi storici il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,58% (2,60% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è risultato pari a 1,79% (1,85% ad agosto 2018, 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i tre quarti sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari a 1,41% (1,55% il mese precedente; 5,48% a fine 2007).

QUALITÀ DEL CREDITO.  Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) ad agosto 2018 si sono attestate a 40,5 miliardi di euro; un valore sostanzialmente stabile rispetto ai 40,1 miliardi del mese precedente e in forte calo, -46,3 miliardi, rispetto al dato di dicembre 2016 (86,8 miliardi). In 20 mesi si sono quindi ridotte di oltre il 53%. Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di 48,3 miliardi, cioè diminuisce del 54,4%. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato al 2,36% ad agosto 2018 (era 4,89% a fine 2016).

DINAMICA DELLA RACCOLTA DA CLIENTELA.  In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a settembre 2018, di circa 51,6 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +3,6% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per quasi 48 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -16,2%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a settembre 2018 una variazione su base annua di +0,2%. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è cresciuta da 1.549 a 1.723 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto - di oltre 174 miliardi.

TASSI DI INTERESSE SULLA RACCOLTA. A settembre 2018 il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) è pari in Italia a 0,71%, toccando un minimo storico, (0,72% nel mese precedente) ad effetto: • del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito), pari a 0,40% (0,40% anche ad agosto 2018); • del tasso sui PCT, che si colloca a 1,34% (1,34% anche ad agosto 2018); • del rendimento delle obbligazioni, pari a 2,43% (2,50% ad agosto 2018).

MARGINE TRA TASSO SUI PRESTITI E TASSO SULLA RACCOLTA. Il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a settembre 2018 risulta pari a 187 punti base (188 punti base il mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007).

 

 

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